MOVIMENTO DI RINASCITA MERIDIONALE: SE IL PRESENTE E IL TUO FUTURO NON TI PIACCIONO, RICORDA IL TUO PASSATO. SONO UN PAZZO IN UN MONDO DI SAVI
mercoledì 19 dicembre 2012
Storia o storiografia?
A che punto è il mondo accademico, rispetto al revisionismo storico? Siamo ancora fermi al citazionismo?
domenica 16 dicembre 2012
I Prigionieri Borbonici 1°
In questi giorni si è acceso un costruttivo dibattito storiografico tra il Dott. Di Fiore e il Dott. Barbero, sulla spinosa tematica dei prigionieri Borbonci. Trattasi di confronto dalla elevata caratura storica, trovando fondamento in meticolose ricerche archivistiche di fonti primarie e scevro da visioni nostalgiche o condizionamenti accademici. Il punto di cesura tra i due storiografi, è segnato dalle scelte tipologiche di approvvigionamento della debordante documentazione esistente. Di Fiore raccoglie per lo più materiale dall'Archivio di Napoli, attingendo ad una tipologia di fonti più eterogenea. Barbero invece, si è concentrato sull'Archivio di Torino, scegliendo un tipo di documentazione burocratico militare. Mi sembra palese che da questo dibattito non scaturiscano ne vincitori, ne vinti, ma si evidenzi in maniera chiara e incontrovertibile, l'esigenza di cooperazione e di approfondimento. Il "risorgimento meridionale", resta un periodo storico ancora per molti versi oscuro e poco indagato. La reticenza accademica, più propensa ad un allineamento con le visioni romantiche e statuali pregresse, nulla ha a che fare con la moderna visione storiografica. Con il prossimo post, cercherò di apportare il mio modesto ausilio con fonti credo inedite, evidenziando non solo i numeri, ma anche le condizioni disumane a cui i prigionieri Borbonici erano sottoposti. Condizioni che non è facile evincere dal misurato ed ermetico linguaggio burocratico di certa documentazione.
Sergio
Letture consigliate:
I vinti del risorgimento di Gigi Di Fiore
I prigionieri dei savoia di Alessandro Barbero
giovedì 18 ottobre 2012
Il ritorno
Mi scuso per la prolungata assenza, dovuta a motivi di studio e lavoro. Presto ricomincerò a scrivere, riprendendo da dove ho interrotto e vi preannuncio la creazione di nuove rubriche Borboniche in questo blog.
Sergio
Sergio
martedì 22 novembre 2011
Che fine faremo?
Che fine faremo?
Nell'attesa di sapere che fine farà la piattaforma Splinder e quindi il nostro blog, vi comunichiamo un indirizzo provvisorio alternativo.
http://rifondazioneborbonica.blogspot.com/
http://rifondazioneborbonica.blogspot.com/
Acquario e Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
Acquario e Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli
Da pochi anni è nata una struttura apposita, per la cura e la salvaguardia delle tartarughe marine, il Turtle Point, facente sempre parte del medesimo istituo, ma sito a Bagnoli futura, nell'area dismessa del ex italsider di Bagnoli.
In grandi vasche, vengono curate più di una ventina di tartarughecaretta caretta, endemiche nel nostro meraviglioso mare, che per i motivi più disparati, vengono portate da tutta italia in questo centro. Spesso sono vittime dell'ingestione di ami da pesca o di buste di plastica, ormai diventate una presenza costante nelle nostre acque, a causa di un diportismo barbarico. Molte invece presentato, fratture sul carapace, causate da chiglie ed eliche di imbarcazioni, causate spesso dai gitanti marittimi della domenica.
Questa è Hope, un esemplare di pochi anni di vita, ricoverato a causa di un ingestione di amo da pesca. Mi ha colpito per la sua socievolezza, sembrava volesse comunicare, forse volendo ringraziare il genere umano per averlo salvato, non conscio che se sta li è per causa nostra. Presto sarà reintrodotta in natura, nella speranza che riesca a compiere tutti i 100 anni della sua vita media. In bocca al lupo Hope.
Questo è stato ribattezzato da me galleggione, perchè dopo aver subito una frattura del carapace e conseguente lesione alla spina dorsale, nella porzione inferiore del guscio, ha problemi vistosi di galleggiamento in acqua. Malgrado sia dal punto di vista sanitario fuori pericolo, purtroppo non potrà essere più reintrodotto in natura.
Il Turtle Point, troverà la sua sede definitiva, in questo vecchio ecomostro, definito a mio avviso impropriamente edificio di archeologia industriale. Il mio ringraziamento va a tutto il personale presente nelle varie strutture, per l'ottimo lavoro di ricerca svolto, con il fine di conoscere e preservare l'ecosistema marino. Da non trascurare poi l'aspetto umano, siamo stati accolti sempre con disponibilità e con il sorriso, sentendoci quasi parte integrante di quella grande famiglia, grazie di cuore. Se vuoi contribuire anche tu alla ricerca e dare una speranza alle tartarughe di tornare libere in mare, devolvi il tuo 5 per mille allaStazione Zoologica Anton Dohrn codice fiscale 04894530635, non dimenticare di firmare.
Per prendere contatti vi fornisco alcuni recapiti della Stazione Zoologica
Tel 081 5833111
garibaldi
garibaldi
Il garibaldo nasce a nizza nel 1807, secondo di sei figli, "per la serie la mamma dei cretini è sempre incinta". Sin da piccolo dimostra di essere scapestrato e poco incline allo studio. Il padre per toglierselo dalle balle lo iscrive alla scuola di mozzo nel 1821. Nel 1827 si imbarca sulla nave Cortese in viaggio per il mar nero, ma la nave viene assalita dai corsari inchiappettatori turchi che li lasciano letteralmente nudi cantando "ma ndo vai se la banana non ce l'hai". Dopo questo episodio il giovane garibaldo rimase colpito profondamente nel suo intimo e ciò lo fece diventare una personcina caratteriale dai molteplici disturbi della personalità,"oggi curabile con il serenase". Quasi attratto morbosamente, chi sa perchè, tornò spesso da quelle parti e nel 1832 a bordo dellaClorinda subì un altro abbordaggio da parte dei corsari che riconosendolo da lontano dissero "all'attacco a bordo c'è belli capelli". Nel 1833 incontra il massone mazzini che "lo introduce"nella massoneria del grande oriente e diventano "intimi amici".Arruolatosi nella marina sabauda cominciò a rompere i cocomeri, tanto che per premio lo mandarono imbarcato in Brasile, poi tornato in italia disertò e fu condannato in contumacia a morteNel 1837 cominciò a fare il pirata in Brasile ed in America latina, a capo di ergastolani e delinquenti che non disdegnavano ilsaccheggio di villagi e navi e lo stupro e l'omicidio. Il sud america lo mandò via perchè troppo zelante e violento. Nel 1848 pensò bene di tornare a rompere in italia dove era facile menare le mani e fare il porco comodo, partecipò alla I° guerra di indipendenzama quando il re carlo alberto lo seppe, lo scacciò cantandogli"amici mai per chi si cerca come noi". Partecipò a varie rivolte nel centro italia insieme ai "black block" , ma sconfitto dalle truppeaustriache scappò sacrificando la vita della moglie anita e si rifugiò nel regno sabauto. Riconosciuto fu espulso con foglio di via perchè personcina indesiderata e scappò nuovamente in america. Riparato a new york, lavorò nella fabbrica di candele dimeucci e inciuciò con la massoneria locale. Nel 1850 ritornò in italia cantando "e forza italia" e misterisamente si comprò mezzaisola di caprera trasformandosi in ricchissimo contadino, (mi ricorda qualcuno dei tempi nostri, bo chi sà). Nel 1859 partecipò alla II° guerra di indipendenza tentando di conquistare marche e umbria, ma no ci riuscì. Nel 1860 cantando "nu strunz su mille ce la fa" sbarcò a Marsala, in Sicilia e qui, insieme ai suoi millefacinorosi, prese accordo con i mafiosi delle campagne locali e cominciò la marcia su Palermo. A Calatafimi, tròvo schierate in perfetto assetto da combattimento le truppe Borboniche, in posizione dominate sul campo di battaglia e in soprannumero. I mile si piazzarono al centro e ai lati i picciotti mafiosi comandati nell'ala sinistra da un certo brusca detto o licantrupu e nell'ala di destra da un certo totò reina detto o curtu. I picciotti mafiosi spararono per primi, i Borbonici risposero al fuoco e morirono 19 persone, dopo di che garibaldo "emise un rutto così potente" che le truppe nemiche si ritirarono sgomente e non combatterono più fino alla battaglia del Volturno dopo Napoli. In realtà il generale landi, storico uomo di merda, aveva ordinato la ritirata perchè si era venduto proprio come il terzo scudetto del Napoli al vil marrano del nord, "il re biscotto ovvero savoiardo". Il garibaldo cominciò a girare per le campagne Siciliane scortato dai picciotti della mafia (che finalmente lasciavano le campagne e estendevano il loro potere sulle città) cantando "una terra promessa un mondo diverso dove crescere i nostri pensieri". La gente, presa dalla "sindrome di de filippi del tronista", corse per le strade convinta di avere finalmente la terra promessagli dallo stesso garibaldo, ma siccome la Sicilia era in mano agli inglesi, questi chiesero a garibaldo di mettere tutto a posto perchè"dopo che si è giocato bisogna risistemare i balocchi". Così il garibaldo ordinò al suo "intimo amico" bixio di andare a Brontead organizzare un nuovo gioco. I garibaldini raccolsero uomini e ragazzi, li misero in fila davanti al plotone di esecuzione e dissero,"mo giochiamo a matrix, noi vi spariamo e voi scanzate le pallottole", ma purtroppo i Borbone "tenevano ancora la dsl e non la fibra ottica", così tutti morirono. Il gioco piacque tanto a garibaldo che lo rifece in tutto il Regno delle due Sicilie. Dopo anche il re biscotto continuò il giochino fino al 1871 cambiandogli per orgoglio il nome, con "caccia al brigante", ovvero venivano iscritti al gioco tutti quelli che gridavano "Napoli,Npoli,Napoli, siamo i tifosi della curva B(Borboni)", poi il resto lo sapete che ve lo racconto a fare.
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